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martedì 11 dicembre 2007
venerdì 6 luglio 2007
metti una notte rosa a rimini

si, metti una notte che non è
notte, metti una notte rivestita
di labile rosa, metti la solita città,
che diventa una nuova
città, avvolta da un manto di luce incantata.

metti anche noi, che ci muoviamo
lentamente e volgiamo al cielo lo sguardo,metti che cerchiamo la luna, per vedere
se anche lei eclissa il bagliore latteo
e arrossisce viziosa.
metti una notte senza sonno, insonniavoluta e non temuta,
metti una notte ricoperta di rosa, troppo
intenso il colore, tant'è che non svanisce,
quando invece svanisce il buio,
mentre il sole sorge, tuffandosi
a sua volta in un mare di fragola.
Dall'alto in basso:
Fontana Quattro Cavalli - Rimini
Grand Hotel - Rimini
Alba sulla Spiaggia - Bellaria
1 Luglio 2007, Grazie a chi ha condiviso con me la magica tinta di una notte.
Fontana Quattro Cavalli - Rimini
Grand Hotel - Rimini
Alba sulla Spiaggia - Bellaria
1 Luglio 2007, Grazie a chi ha condiviso con me la magica tinta di una notte.
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Marea di Luce
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00:57
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lunedì 28 maggio 2007
Sotto il Cielo di Brisighella
Forse altezzosa, certo guardiana, domina il borgo e domina il passante, rugosa e bella come antica quercia.
Ignaro il Tempo s'illude di sostare, lei a dispetto esibisce ore, sferza incessante le lancette, canta imperterrita costanti scatti di trattenuta ferocia.
E' sigillo di quell'Uomo che ha plasmato dirupi, conformato a sè fianchi scoscesi, con la stessa pazienza di quando ha modellato l'argilla, di quando poi l'ha essiccata, cotta, smaltata e a suo capriccio decorata.
Proprio qui ha chiamato Arte la ceramica, ha ammonito il Tempo, ha ricamato l'arduo monte.
Proprio qui, l'Uomo.

Restano sigilli le stradine furtive, sottili come lingue antiche, che deliziose si incespicano, si strozzano, poi spaziano, costeggiano casette, palazzine, caseggiati, chiese e colori, arancioni e gialli, vivi e caldi.
Liberare il pensiero è involontario, ti sfugge veloce e più non lo riacchiappi, procedi senza meta, ma ti illudi.
In realtà è un percorso già segnato, giungi a valle, forse sali al colle - Eccolo! - lo riprendi, volteggiava ubriaco del sapore antico di un borgo ancora vivo.
E' così facile immergersi in questo inebriante vuoto di emozioni, stracolmo di sopite nostalgie, custodito da un torrione senza più soldati, governato da un palazzo senza più un re.

E' qui, sotto un cielo di panna e perla, dove mi smarrisco sbigottita e lieta, che finalmente
assaporo
il tanto anelato
"non pensare a niente".
Pubblicato da
Marea di Luce
alle
11:33
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