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lunedì 6 agosto 2007

Catch me as I fall - Part I

Puntata precedente: La fioraia - Intro

racconto

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Seconda puntata: Dal Blog di Mari:

danzaCon mia mamma andiamo d'accordo solo quando dice che il mio prof è un uomo affascinante, ma quello non può negarlo nemmeno una madre stupida e la mia non è poi così male.
Però la odio quando mi prende in giro e dice che i professori li dobbiamo vedere come insegnati e basta, che lui è un uomo adulto, che io sono una bambina, che non ci devo pensare.. e che diamine, mi può piacere chi pare a me o no?

Non è colpa mia se lui è sempre gentile, se mi piace quello che dice, come parla e come spiega.

La mamma non capisce un cavolo come al solito, mica sono scema io, e poi è anche sposato, non me ne frega niente! Io sò solo che mi piace la mattina andare a scuola quando c'è la sua lezione e che ad esempio oggi sono felice un sacco!
Sono felice perchè l'interrogazione è andata bene e lui era fiero di me, mi ha fatto tanti complimenti e mi ha segnato un buon voto!

Sono felice perchè l'unica cosa che non vorrei mai, è deluderlo!

(...)

Siccome a mia madre di lui non posso parlare, siccome piace a tutte le mie amiche e non mi va di sentirmi uguale a loro, perchè loro sanno solo dire che "è bello", "è figo", "vorrei essere al posto della moglie", c'è anche una cretina che parla solo di sesso che proprio non la sopporto quando inizia a parlare del prof...no, io sono diversa, a me piace perchè quando spiega mi sembra di vedere quello che dice, perchè lui ama stare a scuola con noi e si vede, perchè lui ci tiene a insegnarci qualcosa e soprattutto a parlare con noi. Perchè non ci tratta da bambini, deficienti, teppisti, idioti, animali.
No, lui è diverso. E anche io.

E allora il blog lo possono avere tutti, ma il mio prof, come lo vedo io, no, è solo mio, e ho voglia di pensare a lui e parlare di lui, scrivere di lui, far leggere di lui.

(...)

E lo faccio qui.


Mari

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Questo testo è un estratto del post Inizio qui, pubblicato sul Blog di Mari in data 04 Agosto 2007.


lunedì 16 luglio 2007

La fioraia - Intro

racconto

Il sole sta calando, rosso, infuocato, ardente di passione per ogni pezzetto di mondo che lambisce, ultima carezza del giorno, poi il saluto e l'abbandono, domani il ritorno.
E' geloso fino all'inverosimile di ogni angolo di questo pianeta, ne ama i profumi portati dal vento, ne brama i colori intensi, quell'azzurro così fresco, il verde gioioso delle foreste e il bianco accecante dei ghiacciai.. proprio i ghiacciai con il loro candore lo inebriano a tal punto che non smetterebbe mai di guardarli, su di loro si trattiene per mesi senza concedere il conforto della notte.
Eccolo, adesso, mentre scivola via, lascivo e sofferente, insinuandosi smanioso tra i rami degli alberi un'ultima volta, come chi non ha la forza di lasciare il corpo dell'amato dopo una notte d'amore.


La solita tovaglia a quadri rossi e bianchi.
Il vapore sbuffeggiò in tondeggianti nuvolette appena lui scostò il coperchio.
"Sai - incominciò una voce di donna mentre nel frattempo mani di donna afferravano risolute un tegame bollente; sono dita che non possiedono quasi più sensibilità al dolore, nonostante abbia mani gentili di forma e d'aspetto, delicate nello sfiorare - oggi in negozio mi è successa una cosa... che definirei.. strana"
"Cosa tesoro?" - era già seduto, versò il vino nei bicchieri mentre lei sporzionava nei piatti.
"Un cliente nuovo.. una persona normalissima.. anche molto bello direi.. sui trent'anni... - raccontava lentamente, distratta, ma presto il tegame finì nel lavello e si sedette al solito posto - dicevo, è entrato in negozio, ha osservato tutti i fiori, li ha odorati, sfiorati, per un bel pò sai?"
"Non vedo cosa ci sia di strano.. magari era solo un pò indeciso"
"Bhe, fammi finire di raccontare - portò in bocca un primo boccone - e comunque buon appetito"
"Anche a te. Poi che ha fatto?"
"mmm... dopo aver girato per quasi un'oretta senza prendermi minimamente in considerazione, e dopo essersi soffermato con aria perplessa di fronte ad ogni fiore, si avvicina.. e mi chiede:
Gentile Signora, che fiore mi consiglierebbe per festeggiare un tradimento?"
"Ma dai! ma esiste un fiore simile?"
"Bhe..i fiori parlano! è un pò troppo salato forse, non ti pare?"
"No, per me è ottimo, ho capito che i fiori parlano, ma mica festeggiano i tradimenti.. o no?"
"Effettivamente ti dirò che non ho saputo rispondergli. Il fiore del tradimento è il fiore del sambuco, ma non credo serva per festeggiarli, vuoi altro formaggio?"
"No, non ti preoccupare, quindi?"
"Quindi cosa?"
"Che fiore ha preso?"
"Il sambuco! ha detto che ci avrebbe aggiunto dello champagne..." - portò alla bocca il vino, un pò seccata.
"Che ti prende adesso?" - lui sorrise ironico
"A cosa ti serve sapere di che fiore si trattasse?"
"Adesso non mi serve, ma non si sa mai. Devo imparare questi linguaggi dei fiori, a volte sei così impegnata che non riesco manco a parlarti..se però ti faccio trovare il fiore giusto, eheheh"
"...."
"Dai, non fare quella faccia - rise lui, bonariamente. Sapeva già che lei fingeva una stizza che non aveva.
E' il gioco della parti. E' bello fare le gelose. E' bello fingersi offese. In genere lui le sfiora la guancia con la mano e la rassicura, inutilmente dato che non c'è vera necessità, ma è ugualmente bello.
Come quando lui finge che il pasto presenta mille difetti: poco sale, troppo formaggio, troppo cotto, poco sugo, troppo abbrustolito, e alla fine invece il sapore è buono, ma è bello vederla stizzita e lamentosa, punzecchiarla, innervosirla e poi farsi perdonare.
In fondo sono solo semplici giochi d'amore. Non va bene niente e invece va bene tutto.
Il gioco del "se mi tieni il broncio è più stuzzicante fartelo passare".
"Comunque, resta il fatto che quel tipo non mi piaceva - lei riprese versando altro vino - era strano, troppo maliardo, sottile... non sò.. mi ha messa a disagio"
"Bhe, inizia a sperare che non diventi un cliente fisso allora, altrimenti dovrai ripassare il significato di fiori, piante ed arbusti!"
"Seee.. metto sul bancone un libro e gli dico: trovatelo!"
"Si, decisamente.. adesso è chiaro, otto anni fa sono stato conquistato dalla tua estrema e raffinata gentilezza"
"..."
"Bhe, se dovesse ritornare fammi sapere quali altre richieste ti rivolge, potrei fare di lui una cavia"
"Riesci a pensare ad una persona senza rivestirla di termini come cavia, esperimento, oggetto di studio e simili?"
"Si, quando penso a te mi viene in mente il termine "moglie": credimi, è sufficiente"
Molto probabilmente il secondo piatto avrà poco sale, o troppo condimento.
Il complice gioco della stizza ha preso il via.
Questa sera le luci della cucina e del salotto non resteranno accese a lungo.

Gli ultimi raggi del sole si aggrappano e si strappano dai rami degli alberi neri, mentre inevitabilmente il cerchio di fuoco scivola via dietro l'orizzonte. Folle e inconsolabile, si chiede chi mai allieterà questo mondo mentre lui ricopre l'altro mezzo.
Un ultimo raggio, troppo innamorato del luogo, si avvinghia alla Luna per continuare a sbirciare.